Perchè un blog su Mauthausen?

Durante il nostro viaggio d'istruzione nell'aprile 2014, abbiamo visitato il campo di concentramento austriaco.
L'esperienza ci ha così profondamente colpiti che abbiamo deciso di condividere con voi le nostre riflessioni e le nostre emozioni: per non dimenticare.


4L1 Liceo Scientifico Paolo Carcano, Como.

giovedì 5 giugno 2014

Testimonianze


“Dio mio perché mi hai abbandonato?

Piegarsi significa mentire

Se esiste un dio, deve chiedermi perdono”

(Queste scritte sono state ritrovate, dopo il 1945, sui muri delle celle: l'ultimo monologo, segno di avvilimento, di disperazione, di morte imminente.)"


 “I miei ricordi sono sempre stati, e sono, offuscati, come se una nebbia, o anche un'inconscia volontà di non ricordare, mi ottenebrasse la mente.”

                                                                                                       Eridano Bazzarelli


“Di quel che avvenne, di quel che fu Mauthausen in quello spaventoso aprile, la memoria ha conservato soltanto visioni popolate di volti che più nulla conservavano della precedente fisionomia, di corpi che più nulla avevano di vitale se non i movimenti lentissimi dei moribondi, fatti e parole come sospesi nel tempo senza legami con alcun’altra realtà precedente e susseguente.
In quei giorni non vi fu più tragedia personale, non vi fu più morte di uomini perché non vi era più vita di uomini.”
                                                                                                          Piero Caleffi


“La comune realtà della sofferenza, l'esperienza del male (proprio e altrui) in forma così diretta, avevano, se così posso dire, smussato le differenze, Per questo nei campi, nonostante tutto, nonostante l'orrore, nonostante le percosse e le umiliazioni di ogni genere, nonostante la presenza costante e ben visibile della morte, nonostante la fame e la degradazione, si era formata una vera e propria comunità, della quale non ci rendevamo conto, ma che esisteva. Una specie di "Europa unita": unita nel dolore, unita nei convincimenti: in primo luogo in una grande speranza, in una speranza di libertà e di giustizia. Forse unita anche in un confuso sentimento di reciproca amicizia.” 

                                                                                                       Eridano Bazzarelli


“Arrivati nel campo di Mauthausen nel maggio del 1942 un milite delle SS ci ha spiegato che eravamo in un campo di concentramento e, mostrandoci il punto da cui eravamo entrati, ci disse: - Questa è la strada per entrare...- , poi si è voltato e, indicando il crematorio, ha proseguito: -...e quella è la strada per andare a casa -.                         Non sapevamo che cosa intendesse dire.”
                                                                                                           Manuel Garcia


Io sono cristiana e una cristiana come me è tenuta ad aiutare chi è nel bisogno. […] il Signore Iddio c’è per tutti, non solo per i tedeschi. Questa è una comunità e ognuno deve aiutare l’altro. Io non dovevo chiedere loro a quale partito appartenessero, io non chiedevo assolutamente nulla, per me non faceva alcuna differenza. Solo perché erano degli esseri umani.   
                                                                                
                                                                                  Maria Langthaler

Noi fummo molto fortunati perché potemmo visitare il campo guidati da un ex-prigioniero che parlava un Inglese stentato. Così vidi tutto nei dettagli; mi ricordo tutto così bene, nei minimi dettagli - i forni nei crematori, la camera a gas, la disposizione del campo, la gente, i morti.[...]quando sono tornato là nel 1990... chiedo scusa, credo fosse il 2000... era che mentre visitavo [il campo], con la guida, vedi un bellissimo prato e allora dissi "Non capisco, qui c'è solo un prato, grande circa un acro". Poi aggiunsi "non capisco, non c'è nulla qui, non un cartello o qualcos'altro." E allora la guida mi chiese "Perché lo chiedete?" e io risposi "Beh, quando sono stato qui io, c'erano due fosse lunghe come tutto il prato ed erano piene di cadaveri, uno accanto all'altro; erano aperte perché nessuno le aveva riempite. Non capisco, non c'è alcun cartello o un segno". Poi chiesi "Ci sono ancora persone sepolte qui?" E lei mi rispose di sì. "Quante sono? - chiesi - Lo sapete?" "Abbiamo calcolato che ci siano circa 10.000 persone sepolte in questo acro di terra" mi rispose. 
                                                                                     
                                                                                     Robert Patton 


“Tornai a far visita al lager di Mauthausen e all’ingresso mi chiesero di pagare il biglietto. Gli risposi che ero io ad avanzare del denaro, visto che in quel posto avevo lavorato per mesi: mi fecero entrare”.
                                                                                                Pietro Emilio Bertoli

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