“Dio mio perché mi hai abbandonato?
Piegarsi significa mentire
Se esiste un dio, deve chiedermi perdono”
(Queste scritte sono state ritrovate, dopo il 1945, sui muri delle celle: l'ultimo monologo, segno di avvilimento, di disperazione, di morte imminente.)"
“I miei
ricordi sono sempre stati, e sono, offuscati, come se una nebbia, o anche
un'inconscia volontà di non ricordare, mi ottenebrasse la mente.”
Eridano
Bazzarelli
“Di quel che avvenne, di quel che fu Mauthausen in quello spaventoso aprile, la memoria ha conservato soltanto visioni popolate di volti che più nulla conservavano della precedente fisionomia, di corpi che più nulla avevano di vitale se non i movimenti lentissimi dei moribondi, fatti e parole come sospesi nel tempo senza legami con alcun’altra realtà precedente e susseguente.
In quei giorni non vi fu più tragedia personale, non vi fu più morte di uomini perché non vi era più vita di uomini.”
Piero Caleffi
“La comune realtà della
sofferenza, l'esperienza del male (proprio e altrui) in forma così diretta,
avevano, se così posso dire, smussato le differenze, Per questo nei campi,
nonostante tutto, nonostante l'orrore, nonostante le percosse e le umiliazioni
di ogni genere, nonostante la presenza costante e ben visibile della morte,
nonostante la fame e la degradazione, si era formata una vera e propria
comunità, della quale non ci rendevamo conto, ma che esisteva. Una specie di
"Europa unita": unita nel dolore, unita nei convincimenti: in primo
luogo in una grande speranza, in una speranza di libertà e di giustizia. Forse
unita anche in un confuso sentimento di reciproca amicizia.”
Eridano
Bazzarelli
“Arrivati nel campo di Mauthausen nel
maggio del 1942 un milite delle SS ci ha spiegato che eravamo in un campo di
concentramento e, mostrandoci il punto da cui eravamo entrati, ci disse: - Questa
è la strada per entrare...- , poi si è voltato e, indicando il crematorio, ha
proseguito: -...e quella è la strada per andare a casa -. Non sapevamo che cosa
intendesse dire.”
Manuel Garcia
Io sono
cristiana e una cristiana come me è tenuta ad aiutare chi è nel bisogno. […] il
Signore Iddio c’è per tutti, non solo per i tedeschi. Questa è una comunità e
ognuno deve aiutare l’altro. Io non dovevo chiedere loro a quale partito
appartenessero, io non chiedevo assolutamente nulla, per me non faceva alcuna
differenza. Solo perché erano degli esseri umani.
Maria Langthaler
Noi fummo molto fortunati perché potemmo visitare il campo guidati da
un ex-prigioniero che parlava un Inglese stentato. Così vidi tutto nei
dettagli; mi ricordo tutto così bene, nei minimi dettagli - i forni nei
crematori, la camera a gas, la disposizione del campo, la gente, i morti.[...]quando sono tornato là nel 1990... chiedo scusa, credo fosse il 2000...
era che mentre visitavo [il campo], con la guida, vedi un bellissimo prato e
allora dissi "Non capisco, qui c'è solo un prato, grande circa un
acro". Poi aggiunsi "non capisco, non c'è nulla qui, non un cartello
o qualcos'altro." E allora la guida mi chiese "Perché lo
chiedete?" e io risposi "Beh, quando sono stato qui io, c'erano due
fosse lunghe come tutto il prato ed erano piene di cadaveri, uno accanto
all'altro; erano aperte perché nessuno le aveva riempite. Non capisco, non c'è
alcun cartello o un segno". Poi chiesi "Ci sono ancora persone
sepolte qui?" E lei mi rispose di sì. "Quante sono? - chiesi - Lo
sapete?" "Abbiamo calcolato che ci siano circa 10.000 persone sepolte
in questo acro di terra" mi rispose.
Robert Patton
“Tornai a far visita
al lager di Mauthausen e all’ingresso mi chiesero di pagare il biglietto. Gli
risposi che ero io ad avanzare del denaro, visto che in quel posto avevo
lavorato per mesi: mi fecero entrare”.
Pietro
Emilio Bertoli
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